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Ad ogni forchetta un uso: piccolo speciale


Quando pensiamo a bon ton e galateo a tavola pensiamo sempre a come i commensali devono comportarsi, ma poche volte pensiamo a tutto ciò che i padroni di casa dovrebbero fare per rispettare il codice del buon ospite.

Ovviamente ciò a cui per prima cosa pensiamo riguarda l’ordine della casa, la bontà del cibo, le decorazioni e l’armonia della tavola.

Proprio per quanto riguarda la tavola, spesso quasi ci dimentichiamo delle posate, in particolare dobbiamo riflettere su quanti tipi di forchette possiamo trovare su una tavola ben apparecchiata, e appunto secondo le regole del galateo.

Breve storia della forchetta

La storia della forchetta è antichissima, possiamo farla risalire fino ad epoca romana, per passare poi per l’impero bizantino e l’Italia medievale dove veniva però usata dalla classe borghese e non dall’aristocrazia che continuava ad usare ancora le mani.


Il suo uso si perde nel nostro paese con la caduta dell’Impero romano, mentre non viene abbandonata in Oriente, da cui verrà poi reintrodotta in Italia grazie ai contatti di Venezia con la terra turca.

La storia vuole che sia una principessa bizantina andata in sposa al figlio del doge a portare questo oggetto con sé come parte del suo ricco corredo, promuovendone poi la sua diffusione anche grazie alla sua influenza e posizione sociale.

Tuttavia è con il diffondersi della pasta come piatto principale delle tavole degli abitanti del Regno di Napoli che la forchetta, intorno al cinquecento, diventa strumento di uso comune proprio per poter aiutare nel portare questa pietanza alla bocca quando ancora calda, senza scottarsi o farla scivolare via.

Principali tipologie di forchetta

Le forchette vanno poste alla sinistra del piatto in base all’ordine di utilizzo, vediamone alcune tipologie:

  • Forchette da pesce: somiglia molto alla forchetta normale, solamente leggermente più schiacciata ed è sempre in metallo a quattro rebbi, con il solco centrale più scavato;
  • Forchetta da carne: è una tipologia piuttosto strana a tre rebbi piuttosto grossi e stretti adatti ad affondare nella carne;
  • Forchetta da dolce: a tre rebbi di cui solitamente uno più largo e schiacciato utile per “tagliare” il dolce prima di portarlo alla bocca.

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