Guida completa alla cucina bioevolutiva

caratteristiche cucina bioevolutivaCon l’espressione cucina bioevolutiva si intende un particolare tipo di cucina, etica e salutista, caratterizzato da estremo rispetto ed attenzione sia nei confronti dell’ambiente, sia nei confronti della salute dell’uomo.

Le caratteristiche della cucina bioevolutiva

La cucina bioevolutiva propone ricette etiche, sane e naturali, tutte caratterizzate dall’assenza di determinate tipologie di cibi.

Questo tipo di cucina, infatti, innanzi tutto non ammette alcun ingrediente animale o di origine animale, come carne, insaccati, pesce, molluschi e crostacei, ma anche uova, formaggi e grassi come strutto e burro e, addirittura, prodotti come gelatine e altri derivati animali.

Inoltre, sono esclusi dai menù di cucina bioevolutiva tutti i cibi prodotti industrialmente e contenenti conservanti e additivi chimici, sostituiti da alimenti più semplici e salutari. Infatti, vengono prediletti, ad esempio, prodotti agricoli provenienti da coltivazioni biologiche, oli spremuti a freddo, cibi integrali e prodotti non idrogenati, non raffinatipastorizzati.


Nonostante l’esclusione di un consistente numero di alimenti, tuttavia, la cucina bioevolutiva viene definita dai suoi sostenitori come una cucina invitante e fantasiosa, ricca di ricette appetitose e originali, spesso anche caratterizzate da abbinamenti inconsueti ma stuzzicanti tra cibi molto diversi tra loro.

La cucina bioevolutiva percorre tre diverse pratiche alimentari, veganismo, crudismo e fruttarismo e propone passaggi graduali dall’uno all’altro, attraverso i cosiddetti piatti-ponte, ossia particolari ricette volte ad aiutare onnivori e neofiti del vegetarismo ad allontanarsi dal sapore di pietanze non compatibili con una scelta di vita non violenta.

In definitiva, l’obiettivo finale della cucina bioevolutiva è quello di offrire una via facilitata all’alimentazione migliore per l’uomo, cioè la dieta crudista-fruttariana igienista.

Le tre fasi della cucina bioevolutiva

Cucina vegana classica

L’alimentazione vegana classica esclude tutti gli alimenti di origine animale, cioè carne, pesce, molluschi, crostacei, latte e suoi derivati, miele e altri alimenti prodotti dalle api e uova.

Al contrario, questo tipo di alimentazione ammette tutti i cibi di origine vegetale, quindi non soltanto frutta e verdura, ma anche cereali, germogli, legumi, funghi, lieviti, batteri (come i fermenti lattici) e tutte le preparazioni realizzate a partire da questi ingredienti.

Per quanto riguarda i cereali, ad esempio, la cucina vegana prevede un elevato utilizzo di quelli più comuni, come grano, orzo, segale o farro, ma anche di cereali tipici della tradizione culinaria araba, asiatica e latinoamericana, come avena, miglio, soia, quinoa e di preparazioni a base di cereali, tra cui il seitan, il bulgur e il cous-cous.

Anche in fatto di condimenti, ovviamente, la cucina vegana ammette esclusivamente prodotti vegetali. Molto apprezzate sono, ad esempio, le salse a base di soia, come il miso, lo shoyu e il tamari, ma anche il tahin o burro di sesamo, un condimento dalla consistenza cremosa preparato con olio di sesamo e semi di sesamo bianco tostati.

La cucina vegana, poi, non è priva di generi alimentari voluttuari, e non solo cioccolato o marmellata, bensì anche preparazioni più complesse, dalle torte ai budini, dai biscotti ai frappè, fino alla pizza e alla focaccia, purché realizzate utilizzando soli prodotti di origine vegetale.

Cucina crudista vegana

La cucina crudista vegana prevede esclusivamente il consumo di alimenti di origine vegetale mangiati crudi, vale a dire nel loro stato naturale o, comunque, non sottoposti ad un riscaldamento superiore ai 42°C.

I crudisti, infatti, sostengono che gli alimenti, in seguito alla cottura, perdano gran parte del loro potere nutrizionale, risultando non soltanto meno salutari, ma addirittura dannosi per l’organismo umano.

Ciò, sempre secondo i sostenitori dell’alimentazione crudista vegana, è dovuto al fatto che un riscaldamento eccessivo non solo uccide gli enzimi naturali, le vitamine e le altre sostanze utili che i cibi crudi contengono, ma è anche responsabile della produzione di tossine.

A detta dei suoi sostenitori, inoltre, questo tipo di alimentazione stimola la digestione, dà un grande senso di sazietà, disintossica e idrata l’organismo e porta il peso corporeo al giusto livello.

La cucina crudista vegana non deve essere confusa con quella crudista vegetariana (che esclude carne e pesce, ma ammette altri prodotti di origine animale, come uova, latte e derivati) né con quella crudista onnivora (che non bandisce né alimenti vegetali né alimenti animali).

Ciò che accomuna questi tre tipi di cucina è il solo fatto che i cibi vengono consumati esclusivamente crudi.

Le ricette della cucina crudista vegana, dunque, prevedono l’utilizzo di frutta, verdura, noci, semi oleosi, germogli, legumi e cereali, che non vengono cotti, ma possono essere, ad esempio, affettati, macinati, frullati, centrifugati, marinati e disidratati.

Cucina fruttariana

La cucina fruttariana rappresenta la terza fase della cucina bioevolutiva.

Le ricette tipiche della cucina fruttariana, come si intuisce anche dal nome, prevedono l’esclusivo utilizzo della frutta, escludendo, di conseguenza, non solo tutti gli alimenti di origine animale, ma anche le piante (come foglie, fiori e radici) e i semi (come cereali, semi oleosi, noci e legumi).

Per fare in modo di avere un’alimentazione il più possibile variata è importante che chi decide di adottare la dieta fruttariana alterni tra le varie tipologie di frutta esistenti.

I fruttariani, infatti, possono scegliere tra i frutti dolci (come, ad esempio, cachi, meloni, uva e banane), i frutti acidi (tra cui agrumi, ananas, kiwi e melograni), i frutti a bassa componente acida (come mele dolci, lamponi, ciliegie, more, mirtilli, pesche, pere, papaya, mango, nespole e albicocche), i frutti secchi (tra cui fichi, prugne e datteri), i frutti oleosi (come olive, avocado e noci di cocco) e i frutti ortaggio (tra cui pomodori, melanzane, cetrioli, peperoni, zucche e zucchine).

Cucina bioevolutiva e igienismo

I sostenitori della cucina bioevolutiva sono convinti che all’uomo, per alimentarsi davvero in maniera ideale, non sia sufficiente escludere del tutto dalla propria dieta alcune tipologie di cibi e alcuni trattamenti sui cibi (come cottura, raffinazione e pastorizzazione).

Altrettanto importante, infatti, è avere cura di seguire un’alimentazione igienista, ovvero caratterizzata da una combinazione corretta ed equilibrata tra i diversi cibi.

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