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Zafferano di Navelli: perché è il migliore


Lo zafferano è una spezia antichissima, propria dei paesi orientali del Mediterraneo, luoghi in cui è sempre stato ampiamente diffuso, seppur la complessità della lavorazione ne abbia sempre fatto una spezia preziosa, riservata alle persone più abbienti.

Si diffonde poi anche in Europa attraverso i contatti commerciali tra i mercanti che viaggiavano lungo le coste del Mare nostrum, ma è solo nel 1500 che giunge in Abruzzo, dove darà origine allo zafferano migliore al mondo, l’oro rosso di Navelli, così chiamato perché tanto è prezioso.

Navelli è un piccolo borgo vicino l’Aquila, e quella che viene chiamata “Piana di Navelli” è il luogo prediletto per la sua coltivazione. Come detto poco sopra, lo zafferano arriva in questi luoghi nel XVI secolo, introdotto da un prete di ritorno dalla Spagna, grazie ad alcuni mercanti provenienti dall’Oriente.

Piantati i bulbi a terra, le condizioni climatiche e del terreno si rivelarono ideali per la sua coltivazione, tanto da diventare il principale sostentamento della zona.


Il ricnoscimento DOP

La qualità eccelsa di questa coltivazione, ottenuta grazie alla costanza degli agricoltori dell’aquilano ed alla preservazione dell’ambiente da colture intensive ed inquinamento, ha ricevuto nel 2005 la massima attestazione di qualità con il marchio di origine protetta.

Possono fregiarsi di questo marchio diversi comuni dell’aquilano, tutti nei dintorni di Navelli, tra cui la stessa città dell’Aquila. I produttori di tutta l’area si sono riuniti in un consorzio dei coltivatori dello zafferano dell’Aquila anche per tutelare la qualità del marchio DOP ottenuto.

La coltivazione

Per apprezzare appieno l’alta qualità di questo prodotto, dal sapore delicato e particolarmente profumato, andrebbe compresa la complessità della sua coltivazione e successiva lavorazione prima di arrivare al prodotto finale.

Ambiente e clima aiutano sicuramente la produzione, infatti nell’altopiano abruzzese, troviamo un terreno particolarmente ricco ed in pendenza che evita così che l’acqua ristagni, qualità che abbinate alla tecnica di lavorazione dei “mastri coltivatori” danno origine al miracolo.

Queste tecniche vengono tramandate di padre in figlio, e consta di diverse fasi che seguono le stagioni, rendendo il processo molto più complesso rispetto ad altre tecniche di coltivazione usate in altri luoghi. La fase finale della raccolta ed al distacco dei pistilli avviene ancora rigorosamente a mano.

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