Tipi di ostriche: una guida minima

Tipi di ostricheIl fortunato connubio tra ostriche e champagne dal nostro immaginario è associato alla seduzione raffinata, o meglio, all’amore nascente che si nutre di romantiche cene a lume di candela.

Non a caso le ostriche oltre a essere molto buone, hanno anche la fama di avere grandi doti afrodisiache.

Ma quali sono le loro proprietà e quanti tipi di ostriche si conoscono?

Le proprietà delle ostriche

Le ostriche sono molluschi bivalve di grande pregio sia organolettico, sia commerciale, infatti, è considerato un alimento di lusso.


Si possono mangiare anche cotte, ma per gustare appieno il particolare sapore delle ostriche è preferibile consumarle crude.

Hanno un apporto energetico molto basso perché non hanno grassi e sono ricchi di proteine.

Nonostante ciò è consigliabile non eccedere nel consumo di questo mollusco per il suo contenuto elevato di colesterolo.

I tipi di ostriche

Esistono diverse specie di ostriche. Ognuna ha il suo mare di provenienza e le sue specifiche caratteristiche. Fra le tante abbiamo scelto alcune delle varietà più note.

Ostrea edulis

Quella a noi più nota è l’ostrea edulis meglio conosciuta come ostrica europea che si trova nel bacino Mediterraneo, in particolare nel nord del Mare Adriatico.

Coltivata in massima parte in Italia, si trova anche in Croazia e in Francia. Dal sapore molto delicato, si differenzia dalle altre ostriche per le valve piatte, ondulate e dalla forma tondeggiante.

Il suo sapore è molto delicato ed è considerata la specie più pregiata dal punto di vista organolettico.

Le Creuse

Appartengono a questa categoria tutte le ostriche di forma allungata e concave come la portoghese e la giapponese.

Le ostriche allungate si differenziano dalle tonde, oltre che per la forma, anche e soprattutto per il sapore che nelle prime è meno delicato più salmastro.

A questa categoria appartengono un’infinità di specie come le ostriche Impérial o Zélande dei Paesi Bassi, le Colchester della Gran Bretagna, le Portugaise del Portogallo, le Galvay-bay iralndesi, le Limfjords danesi e persino le Blue-point degli USA.

Ma noi daremo uno sguardo solo alle più commercializzate in Italia: l’ostrica portoghese e la giapponese.

Ostrica portoghese

L’ostrica portoghese o Crassostrea angulata ha due valve diseguali di forma ovoidale. La valva superiore si mostra piatta, mentre quella inferiore è più concava.

Di colore grigio tendente al bruno, non è pregiata come l’ostrica europea. E’ l’ostrica più usata dai ristoranti del nostro Paese.

Si trova sia nel Mediterraneo sia nell’Oceano Atlantico Orientale. Le più pregiate arrivano dagli allevamenti della Bretagna.

Ostrica giapponese

L’ostrica giapponese o Crassostrea gigas si caratterizza per la conchiglia allungate e grinzose. La valva superiore è più incavata e leggermente più grande di quella inferiore che ospita il mollusco.

Anche questa specie è molto commercializzata. Per essere precisi è l’ostrica più coltivata su scala mondiale, con una produzione annua di milioni e milioni di tonnellate.

Ostrica perlifera

L’ostrica perlifera più nota è la Pinctada margaritifera che si trova soprattutto nell’oceano Pacifico. Queste ostriche, note perché producono perle molto preziose, si coltivano soprattutto in Australia, Giappone, Thailandia e Filippine.

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